IL CIBO NEL CINEMA DI FEDERICO FELLINI

 

Nel cinema di Fellini, e in qualche misura anche nella sua opera grafica, il gusto emerge come un senso molto importante, strettamente contiguo all’eros, spesso ad esso intrecciato, mentre pranzare è un rito sempre assai significativo, pur nelle più diverse circostanze.
Il banchetto di nozze, rituale legato all’eros per definizione, al quale ne La strada partecipano Zampanò e Gelsomina, è una festa popolare (come d’altra parte quello di Amarcord per il matrimonio di Gradisca con il carabiniere), nel cui ambito Zampanò dà seguito all’appagamento del suo appetito sfogando il suo desiderio sessuale.
Agli eventi schiettamente popolari fa riscontro il pranzo alla corte di Parma ne Il Casanova di Fellini, dove l’avventuriero veneziano accompagna la degustazione di raffinate pietanze con intellettuali dissertazioni sulle donne. Il contrasto sociale affiora soprattutto nel salone ristorante de E la nave va, dove il lusso sfarzoso che fa cornice agli affari di cantanti lirici e loro impresari è messo a confronto con l’inferno delle cucine, dove cuochi e sguatteri lavorano a ritmi frenetici. Ma gusto ed eros, così come la ricerca del loro appagamento, attraversano le classi sociali anche storicamente: il banchetto di Trimalcione nel Satyricon e la trattoria popolare nella strada in Roma esprimono la stessa atmosfera orgiastica a duemila anni di distanza.
Molto significativo l’incontro a pranzo fra Guido e la sua amante in 8½: lei spolpa lentamente, ma con piacere, una coscia di pollo, mentre lui, inappetente, la osserva. Perfetta descrizione di un difficile rapporto erotico. Ma ancora più illuminante, e a mio avviso conclusivo, è la comprensione di come finisce il connubio “eros e cibo” nella società consumistico-televisiva. In Ginger e Fred gli spot pubblicitari di prodotti alimentari raggelano le pulsioni primarie dell’umanità in stereotipi di vita alienata.
L’intuizione di un artista è più significativa di un saggio sociologico.

 

Vittorio Boarini

Direttore Fondazione Federico Fellini

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