
Ecco un menù che valorizza l’Italia, i suoi prodotti e i sapori della cucina che ha conquistato i palati e i mercati del mondo attraverso il grande cinema d’autore e le commedie di costume. Nell’era del cucinare a chilometri zero, cinema e cucina parlano con l’attenzione ai prodotti più genuini un linguaggio che attraversa le frontiere e supera la barriera delle lingue diverse per trasformarsi in uno straordinario biglietto da visita per la sua cucina e i suoi prodotti.
Unirne le potenzialità in un effetto mediatico reso ancora più efficace dall’abbinamento con specifiche degustazioni significa raggiungere capillarmente, come accade quest’anno a Cannes, un pubblico di cinefili e gourmet che ovunque considerano il cinema e la cucina italiani come un must invidiabile e un brand unico nell’esportazione di quella cultura gastronomica e dei suoi prodotti nella quale l’Italia è da sempre leader.
Che cosa offre il menù? Un viaggio gastronomico in cui non mancano i piatti tradizionali: i ravioli ricotta e spinaci che impasta con le sue mani Claudia Gerini nella Trieste di Diverso da chi? per esempio. O i piatti quotidiani che spuntano in Notturno bus, opera prima metropolitana con due curiosi protagonisti come Valerio Mastandrea, autista di autobus suo malgrado vittima di una ladruncola affascinante (e affamata) come Giovanna Mezzogiorno.
Ma nel cinema italiano di oggi, soprattutto grazie a Baarìa di Giuseppe Tornatore, a Mine vaganti e Oggi sposi, rispettivamente di Ferzan Ozpetek e Luca Lucini (e anche a un divertente documentario gastronomico come Focaccia Blues) trionfa soprattutto la tradizione del Sud, con la Sicilia povera del pane e panelle palermitano e quella più dolce di cannoli, mostaccioli e cassatine che si sciolgono in bocca come zucchero e la Puglia dei piatti leccesi come Ciceri e tria o baresi come le mitiche Orecchiette con le cime di rapa.
Pasta per tutti i gusti anche nei film degli autori più giovani, da Maria Sole Tognazzi che sulla tavola de L’uomo che ama serve delle originali farfalle alla zucca a Carmine Amoroso che, in Cover boy, regala proprio a un semplice piatto di spaghetti pomodoro e basilico quel messaggio di solidarietà e complicità che può nascere, proprio a tavola, quando due ragazzi di terre lontane e culture diverse come i personaggi di Luca Lionello e Eduard Gabia uniscono davanti a un piatto di pasta le proprie solitudini.
Solidarietà: quella nei confronti di quattro irresistibili ragazze quasi novantenni si consuma a tavola in Pranzo di Ferragosto di Gianni Di Gregorio con una teglia di pasta al forno fumante.
Spunta poi con un pizzico di divertimento anche nella commedia e produce le praline di Lezioni di cioccolato ma anche le orecchiette con le cime di rapa in grado di “corrompere” perfino l’integrità del gusto hindi di un ambasciatore in trasferta pugliese. Come accade in Oggi sposi. Con il quale la tavola del Sud contende il primato indiscusso sugli schermi del 2009-2010 solo a Baarìa: un trionfo di sicilianità e poesia perfino in un assaggio di pomodorini seccati al sole. (l.d.c.)
(foto di Ennio Calice)
















